IO SONO…

Cresciuto tra diapositive e stampe fotografiche, mentre mio padre proiettava immagini su una parete bianca, quella luce mi e’ rimasta dentro. Ho iniziato con la pellicola negli anni Novanta, quando ogni scatto aveva un peso reale.Il paesaggio e’ stato la mia prima ossessione: inseguivo tramonti e silenzi senza sapere esattamente cosa stessi cercando. Poi e’ arrivato il digitale, le prime macchine improbabili, i floppy disk, le reflex. Non e’ mai stata una corsa alla tecnologia, ma un modo per capire meglio l’immagine. A un certo punto ho iniziato a cercare negli oggetti la stessa intensita’ che trovavo nei tramonti. Dovevano essere immagini pulite, funzionali, precise. E’ li’ che ho iniziato a usare la luce per dare forma, non solo per illuminare. Da quel momento la fotografia e’ diventata costruzione. Studio. Controllo. Atmosfera. Mi piace esplorare, sperimentare, attraversare generi diversi senza rimanere fermo in un solo territorio. Paesaggio, macro, still life, fotografia da studio, alta velocita’: ogni linguaggio e’ un campo di prova. In Dreamlands esploro il paesaggio in chiave eterea e sospesa, usando in modo deciso la lunga esposizione — una tecnica di cui sono profondamente innamorato. Il tempo diventa materia, il movimento si dissolve, la realta’ si riduce all’essenziale. In Assemblage Gazes costruisco immagini attraverso oggetti ricombinati e spostati dal loro contesto naturale. Mi interessa portarli fuori dagli schemi, trasformarli in presenze, identita', sguardi. E’ un lavoro che nasce dal controllo tecnico ma vive di immaginazione. Non mi limito a osservare il mondo. Lo costruisco.